VuLong ASD

Chi Siamo

Vu Long nasce nel 1992 per volontà di un gruppo di appassionati delle Arti Marziali sino-vietnamite.

Vu Long studia principalmente 4 stili, appartenenti alla tradizione Cinese quali:

A capo della scuola vi sono Phan Kim Chieu e Giuseppe Ferraro, entrambi allievi diretti del M° Tran Ngoc Dinh (fondatore della scuola Viet Anh Mon) e caratterizzati da una pratica lunga un quarto di secolo nel campo delle arti marziali.

Phan Kim Chieu insegna prevalentemente Tai Chi Chuan(太极拳),Thái Cực Đường Lang quyền ( 太极螳螂拳) e l’utilizzo delle armi tradizionali sino-vietnamite sia lunghe che corte (bastone, lancia, spada dritta, ventaglio).

Giuseppe Ferraro insegna Thiếu Lâm Châu Gia (少林 周家), Vịnh Xuân (詠春) o Wing Chung e Bạch Mi Phái (白眉拳).

Dato l’ampio bagaglio culturale e l’elevato numero di stili conosciuti e praticati, viene coadiuvato nella sua pratica di insegnamento dal istruttore Sergio Fantoni.

Vu Long si prefigge lo scopo di diffondere la cultura marziale sul proprio territorio al fine di far conoscere la bellezza delle arti marziali non solo come efficace metodo di combattimento ma anche, e soprattutto, come l’espressione culturale e artistica di un popolo. Tradizionalmente le arti marziali andavano mano nella mano con l’agopuntura, l’erboristeria, la medicina, la religione, e anche con arti come la pittura e la poesia.

Ovviamente non viene tralasciato l’aspetto prettamente marziale che contraddistingue queste discipline: attraverso la pratica si impara a conoscere meglio se stessi e gli altri, con i propri limiti e le peculiarità che fanno di ognuno un individuo unico.

La pratica delle Arti Marziali è sicuramente un arricchimento sia in termini umani che culturali ma al contempo, e non meno importante, è un ottimo metodo per avere maggiore sicurezza nei propri mezzi e per diventare capaci di affrontare le sfide di ogni giorno. L’artista marziale guarda negli occhi la propria paura, sfidandola ogni volta che affronta un avversario per superare i limiti delle proprie debolezze.

La scelta di insegnare più stili invece di dedicarsi esclusivamente a uno non è casuale: gli appartenenti alla Vu Long non credono che vi sia uno stile o un’Arte Marziale superiore a un’altra ma bensì che, al di là dello stile praticato, sia sempre e solo il praticante a fare la differenza. La filosofia della Scuola può essere riassunta in una semplice frase:

“Non esistono stili più efficaci o meno efficaci, esistono solo buoni praticanti o cattivi praticanti.”

Più nello specifico si può dire che le Arti Marziali in sé sono tutte valide, se non altro per il fatto che hanno superato la prova del tempo; al massimo si può sostenere che esistano Stili più semplici di altri nei metodi o nelle tecniche trasmesse, ma questo non vuol dire che non siano efficaci. La differenza la fa sempre il praticante.

Vu Long integra al combattimento a mani nude anche lo studio delle seguenti armi tradizionali:

Đại đao - Alabarda
Đao - Sciabola (Spada-farfalla)
Lục liêm đại đao - Bastone spada
Kiếm - Spada dritta a 2 tagli
Phiến - Ventaglio
Roi - Bastone a “coda di topo”
Lưỡng đầu thương - Lancia a 2 teste
Te mi côn - Bastone ad altezza d’uomo
Thất cước cương tiệm - Catena a 7 nodi
Tien côn - Bastone medio
Thương - Lancia

Spesso una domanda che si sente fare riguardo a un particolare stile o Arte Marziale è: ma è di attacco o di difesa? Questa è una domanda che non ha senso, in quanto un’Arte Marziale è solamente uno strumento nelle mani di chi pratica. Le Arti Marziali possono essere viste come un coltello con il quale è possibile tagliare il pane per mangiare oppure togliere la vita a qualcuno, ma il coltello di per sé non decide nulla: è la mano a brandirlo ed è la mente che guida la mano a decidere come usarlo, la stessa cosa vale per le Arti Marziali.

Vu Long insegna che l’allenamento costante permette di raggiungere la totale libertà dai pensieri, sgombrando la mente per consentire al corpo di reagire in modo istintivo e immediato agli eventi circostanti e di riuscire a prevedere le mosse dell’avversario senza l’influenza negativa del pensiero e del timore. La pratica continua di un esercizio lo fissa nell’inconscio e l’ allievo che è in grado di svuotare la mente può attingere alle conoscenze radicate nel profondo del proprio spirito per affrontare l’avversario mettendo in allerta i sensi.

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